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BOSNIA: MANDATO DI ARRESTO PER MILORAD DODIK

 La procura della Bosnia Erzegovina ha dato mandato alla polizia giudiziaria di arrestare il presidente dell'entità serba di Bosnia (Republika Srpska) Milorad Dodik, il presidente dell'Assemblea Nazionale della RS, Nenad Stevandic e il primo ministro della RS, Radovan Viskovic. La notizia, giunta nelle prime ore della mattina, ha provocato una serie di reazioni a catena, portando la crisi bosniaca al livello più alto mai raggiunto nel dopoguerra.  La giornata è stata scandita da dichiarazioni incendiarie da parte dei rappresentanti serbo-bosniaci: la presidente di turno della Bosnia Erzegovina, Cvijanovic, ha invitato l'Alto rappresentante Christian Schmidt a "nascondersi", mente Dodik ha affremato che tra pochi mesi la Bosnia Erzegovina si dissolverà, così come fu per la Jugoslavia. Anche da Belgrado non è mancato il pieno sostegno a Dodik e alla dirigenza della Republika Srpska. Il vice primo ministro serbo, Vulin, ha dichiarato che la Serbia è abbastanza forte ...

DA BELGRADO A BANJA LUKA: COSA SUCCEDE NELLA SERBOSFERA

 L'area a maggioranza serba dei Balcani occidentali (Serbia vera e propria e Repubblica Serba di Bosnia) vive un periodo molto turbolento, che inizia a destare anche serie preoccupazioni visto il complicato contesto internazionale.  In Serbia, un imponente e trasversale movimento antigovernativo tiene sulle spine il presidente Aleksandar Vucic da ormai diversi mesi. Le varie fasi di questa vicenda, iniziata con le proteste seguite al crollo di una pensilina nella stazione di Novi Sad, in cui il primo novembre 2024 hanno perso la vita 15 persone, sono molto ben riassunte  in questo articolo di Maddalena D'Aquilio . Dopo le dimissioni di due ministri e del primo ministro Vucevic, che non sono servite a placare le proteste di piazza, sembra che ora si sia entrati in una fase nuova e decisamente più opaca. Da parte governativa, il presidente Vucic ha iniziato a riferirsi sempre più spesso al movimento come ad una "rivoluzione colorata" sostenuta da attori esterni, il che ...

BOSNIA: CHIUSO PER MOTIVI DI SICUREZZA IL MEMORIALE DI SREBRENICA

A trent’anni dal genocidio di Srebrenica, il memoriale dove sono sepolti oltre ottomila musulmani bosniaci, che sorge a circa due chilometri dalla città nella località di Potočari, è stato chiuso per motivi di sicurezza. E’ la prima volta in assoluto che accade una cosa del genere e le motivazioni risiedono nel fatto che non è possibile garantire la sicurezza del personale impiegato nella struttura.  L’area in cui sorge il memoriale si trova in Republika Srpska, l’entità a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina, il cui presidente Milorad Dodik è stato recentemente condannato in primo grado per disobbedienza e disconoscimento dell’autorità dell’Alto rappresentante. A causa delle proteste e minacce dei nazionalisti serbi, nonché del rifiuto di Dodik di accettare la sentenza, in Bosnia si è creata una situazione di tensione che ha avuto riflessi anche sul piano internazionale, con russi e serbi di Belgrado schierati con Dodik e americani allineati invece alle autorità di Sarajevo. ...

SERBIA: A BELGRADO PETARDI E FUMOGENI IN PARLAMENTO

 Mentre a Belgrado, Novi Sad e in altre città serbe proseguivano le imponenti manifestazioni del movimento studentesco e antigovernativo, all’interno del parlamento serbo oggi e’ scoppiato il caos. Il parlamento era riunito per la prima sessione ordinaria dell’anno, in cui era prevista la discussione di vari temi tra cui anche una legge sull’istruzione superiore. Dopo circa un’ora, dai banchi dell’opposizione sono stati srotolati striscioni di protesta e invito allo sciopero generale ed è iniziato un lancio di petardi e fumogeni che ha causato anche il ferimento di almeno 3 persone. Si sono avute anche colluttazioni tra parlamentari di maggio ed opposizione, mentre dai banchi del governo veniva urlato “Ustaša” ai parlamentari di opposizione e li si accusava di essere manovrati dal premier albanese Albin Kurti. Queste scene incredibili dimostrano il livello a cui è arrivato lo scontro politico in Serbia, percorsa da un movimento di opposizione molto variegato ormai da molti mesi, da...

SERBIA: LA POLIZIA CONTRO USAID, VUCIC A BANJA LUKA

La Serbia e il mondo serbo all'interno dell'area ex-jugoslava vivono un periodo di grande fermento da mesi, e la situazione si è fatta particolarmente complessa negli ultimi due giorni con una serie di risvolti anche sul piano internazionale.  La giornata di mercoledì era terminata col precipitoso viaggio notturno del presidente serbo Vucic a Banja Luka, capoluogo della Repubblica Serba di Bosnia, per manifestare personalmente la propria vicinanza al presidente Milorad Dodik, condannato in primo grado ad un anno di carcere e sei di interdizione dai pubblici uffici per disobbedienza nei confronti dell'Alto rappresentante, istituzione non riconosciuta dal governo della RS ma fondamentale nella complessa architettura della Bosnia Erzegovina uscita dagli accordi di pace di Dayton. Le reazioni alla sentenza del tribunale di Sarajevo non si sono fatte attendere neppure da Mosca, dove il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avvertito delle conseguenze negative che essa potrà...

MILORAD DODIK CONDANNATO AD UN ANNO DI CARCERE

 Il presidente della Repubblica Serba di Bosnia, Milorad Dodik, è stato condannato ad un anno di carcere e sei anni di interdizione dai pubblici uffici. La sentenza del tribunale di Sarajevo, pronunciata senza la presenza in aula di Dodik, è di primo grado ed è prevista la possibilità del ricorso (dunque al momento per l'imputato non cambierà materialmente nulla). Nonostante la condanna sia inferiore alle richieste della procura (cinque anni di carcere e dieci di interdizione dai pubblici uffici) si tratta comunque di una sentenza dall'alto valore politico e simbolico, dato che in gioco ci sono i meccanismi stessi di funzionamento dello Stato di Bosnia ed Erzegovina: Dodik era accusato di disobbedienza e mancato rispetto dell'autorità dell'Alto rappresentante Christian Schmidt. La figura dell'Alto rappresentante è centrale nel meccanismo di applicazione degli accordi di pace di Dayton del 1995, che posero fine al conflitto in Bosnia Erzegovina. Il tedesco Christian ...

BOSNIA ERZEGOVINA: DODIK IN ATTESA DI SENTENZA

 La procura della Bosnia Erzegovina ha chiesto cinque anni di carcere e dieci di interdizione dalle cariche pubbliche per il presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik. L'incriminazione, molto seria sia sul piano giudiziario che su quello politico, nasce dal costante rifiuto di Dodik di riconoscere l'autorità dell'Alto Rappresentante per la Bosnia Erzegovina, il tedesco Carl Schmidt.  Dodik, che ha più volte minacciato la secessione dell'entità serba della Bosnia Erzegovina ed ha fino ad oggi goduto dell'appoggio tanto della Serbia di Vucic quanto della Russia di Putin, ha sempre dichiarato illegittime le decisioni di Schmidt, fin dall'entrata in carica nel 2021. La vicenda giudiziaria, tuttavia, riguarda la promulgazione di due specifiche leggi da parte di Dodik,  votate dall'Assemblea Nazionale della Republika Srpska nel 2023 e successivamente annullate dall'Alto Rappresentante: una stabiliva che le sentenze della Corte Costituzionale bosniaca no...